Cassazione: è violenza sessuale l’abbraccio “forzato”

Integra reato di violenza sessuale un abbraccio ottenuto con l’inganno che, per la rapidità dei gesti, impediscono alla persona offesa di reagire

Un abbraccio forzato, ottenuto con l’inganno e rapidità, attirando verso di se la donna, mentre tende la mano per un saluto,  è violenza sessuale, stante anche il contatto con i genitali e il seno della vittima. Queste le conclusioni cui è giunta la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 378/2020, che rigetta il ricorso dell’imputato, già condannato in primo e secondo grado per il reato di violenza sessuale commesso ai danni di una vicina di casa. I Giudici della Corte di Cassazione ribadiscono infatti che integra il reato di violenza sessuale anche la condotta repentina e subdola, senza prima accertarsi del rifiuto espresso della vittima. Dalle prove di quella vicenda giudiziaria è emerso infatti che la vittima, mentre stata tendendo la mano per salutare l’imputato è stata afferrata improvvisamente per un braccio e attirata in un abbraccio, che ha messo in contatto i due corpi, compreso il seno della donna e i genitali.